Ballando Ballando 2019 – Città di Cremona

A Cremona torna, anche per il 2019, la rassegna Ballando Ballando. In programma dieci appuntamenti di ballo con DJ: otto serate e due eventi pomeridiani. Quest’anno inoltre gli eventi saranno tutti dedicati al ballo liscio.

Si inizia quindi lunedì 27 maggio, alle ore 20.30, al Parco Rita Levi Montalcini (Quartiere 5). Domenica 9 giugno, alle 16, pomeriggio alla Fondazione La Pace – Casa di Riposo “Giovanni e Luciana Arvedi” (via Massarotti, 49). Avanti sempre con il liscio lunedì 10 giugno, alle 21, al Prato Albero della Libertà (Quartiere 11). Si replica una settimana dopo, lunedì 17 giugno, sempre alle ore 21, in largo Ragazzi del ‘99 (Quartiere 1), mentre domenica 23 giugno, alle ore 16, pomeriggio con ballo liscio questa volta a “Cremona Solidale” (via Brescia 207).  L’ultimo appuntamento di giugno di Ballando Ballando è in programma lunedì 24, ai giardini di via Argine Panizza, sempre alle ore 21.

Quattro invece le serate danzanti nel mese di luglio, sempre alle ore 21. Ai giardini nuovi di S. Felice (Quartiere 14) l’appuntamento è lunedì 1° luglio, si prosegue quindi lunedì 8 luglio al Parco Sartori di via dei Classici (Quartiere 10), e il 22 luglio in via Bagnara (Quartiere 15). Ballando Ballando si conclude lunedì 29 luglio, sempre all’insegna del liscio, al Centro Civico del Boschetto (Quartiere 2).

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Città di Cremona

Visitare Cremona è una continua scoperta tra arte, musica e storia.

L’immagine di Cremona è da sempre legata alla tradizione musicale e liutaria: qui nacquero e si svilupparono i canoni fondamentali del melodramma e del madrigale con Claudio Monteverdi nella seconda metà del Cinquecento e nell’Ottocento la lirica trovò il suo paladino in Amilcare Ponchielli. Dal XVI al XVIII secolo l’artigianato artistico divenne d’eccellenza con le famiglie Amati (1500-1600), Stradivari e Guarneri (1600- 1700), che realizzarono la più prestigiosa produzione di strumenti ad arco di tutti i tempi, ancora oggi è preso a modello dai liutai di tutto il mondo.

La tradizione del “saper fare liutario”, recentemente riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, è rinnovata con passione e competenza nelle botteghe liutarie di Cremona, proiettate sui mercati internazionali. L’ingegno la laboriosità di questa arte sono apprezzati dai musicisti e appassionati, che, da tutto il mondo, giungono a Cremona per ammirare anche le collezioni di strumenti antichi e contemporanei del Museo del Violino.

 (violini esposti sulla piazza di Palazzo Cittanova)

Grazie alla fertile campagna il territorio cremonese si è sempre distinto per l’alta qualità del suo allevamento bovino e suino. Ecco perché da sempre caratterizzano la gastronomia cremonese la produzione di salumi e formaggi. Tra i salumi si ricorda il Salame Cremona IGP (Indicazione Geografica Protetta), dall’impasto morbido e delicatamente profumato all’aglio, il Cotechino Vaniglia, così chiamato per il sapore particolarmente dolce, e il Salame da pentola, uno degli ingredienti del Gran Bollito Cremonese. Tra i formaggi il Grana Padano, il Provolone Valpadana e il Salva Cremasco: tutti e tre hanno ricevuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta). La Mostarda di Cremona, composta da frutta candita immersa in sciroppo di glucosio aromatizzato con senape, ben si accompagna al Gran Bollito Cremonese e ai formaggi del territorio. Cremona è anche patria del Torrone che, secondo la leggenda, nacque a Cremona come dolce nuziale al banchetto di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza avvenuto in città il 25 ottobre 1441, festeggiato ogni anno con la Festa del Torrone. La Strada del Gusto Cremonese tutela questi prodotti e le aziende e i ristoranti, che sono paladini di questa valorizzazione e riscoperta dei prodotti e dei piatti tipici locali.

 (Mostarda e Torrone di Cremona)

Il territorio cremonese si presenta come un’area con caratteristiche uniche e ben riconoscibili. Al suo interno si distinguono tre aree, aggregate attorno ai centri maggiori: il capoluogo e il territorio propriamente cremonese al centro, Crema con il cremasco a nord-ovest, Casalmaggiore con il casalasco a sud-est. Sono tre aree peculiari per storia, tradizione, inflessione dialettale e al centro di ciascuna sorge una città, a dimensione d’uomo per ampiezza e stile di vita, e insigne per storia e monumenti artistici.

 (Cremona, vista di Piazza del Comune)

Fondata nel 218 a.C. dai Romani, Cremona conosce la sua massima espansione con la nascita del libero Comune e con i Visconti e Sforza: è in questo periodo che lavorano in città i Campi, Boccaccio Boccaccino, Bembo e Antonio de Sacchis detto il Pordenone. Crema dai palazzi seicenteschi e rococò dove si sta rivalutando la secolare arte organaria; il fascino di Casalmaggiore – città rivierasca a sinistra del fiume Po – ammalia i turisti con i suoi palazzi nobiliari, con il Palazzo Comunale e il Duomo, ma anche con il Museo del Bijou – museo dell’arte dell’ “Oro Matto” e dei suoi bijoux – e il Parco Golena del Po, che accoglie i turisti con una varietà di specie faunistiche e floristica della Golena del Grande Fiume; Soncino con la sua Rocca e la città murata di Pizzighettone.

 (Duomo di Crema)

Le realtà fortificate nel territorio sono numerose e comprendono oltre a Crema, anche Pandino, Torre de’ Picenardi, San Giovanni in Croce, Casteldidone, Romprezzagno (fraz. Tornata), Castelponzone (fraz. Scandolara Ravara), Castelverde.
Dalle città murate ai borghi medievali il visitatore, con una formula di turismo lento, grazie alla fitta rete di piste ciclabili e portali dedicati, può tranquillamente programmare da casa il proprio viaggio, ammirando sulle due ruote il paesaggio golenale incontaminato e la bellezza delle rocche, che si proiettano nei verdi campi.

 (Palazzo Comunale e Piazza Garibaldi di Casalmaggiore)

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