Supereroi e non. Divinità di una moderna mitologia – Città di Cremona

Il Comune di Cremona propone la mostra Supereroi e non. Divinità di una moderna mitologia. L’esposizione è dedicata al fumetto supereroistico con un allestimento speciale. Questo infatti raccoglierà tavole originali e riproduzioni di una selezione di storie pubblicate da DC, Marvel e altre case editrici nordamericane.

L’iniziativa rientra nel programma culturale Cremona Bellissima ed è a cura del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”. Si svolgerà in Santa Maria della Pietà dal 9 febbraio al 31 marzo, con ingresso libero e in stretta collaborazione con il Comune di Cremona Settore Cultura, Musei e City Branding. L’evento conta poi sulla collaborazione di alcune importanti case editrici di settore e sul patrocinio concesso dalla Rete Bibliotecaria Cremonese e da Tapirulan. La mostra si inserisce anche tra gli appuntamenti preparatori dell’edizione 2019 del Porte Aperte Festival 2019 e ha infine ottenuto il patrocinio del Consolato degli Stati Uniti d’America a Milano.

L’evoluzione del genere supereroistico

Uomini in costume, storielle per ragazzini: questo è stato a lungo il giudizio nei confronti dei personaggi DC e Marvel. Ma nel 1986 cambia qualcosa. Quell’anno rappresenta una data cardine per il fumetto supereroistico. Il 20 marzo esce infatti il primo albo di Batman. Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, scritto e disegnato da Frank Miller. La sua rivisitazione dell’Uomo Pipistrello, grazie a un approccio più maturo e realistico nei confronti del genere e a uno stile innovativo e cinematografico, segna l’inizio di una nuova era per i comics a stelle e strisce. Pochi mesi più tardi, a giugno, compare il primo capitolo del capolavoro Watchmen, opera dello sceneggiatore Alan Moore tradotta visivamente da Dave Gibbons. I due britannici realizzano un’opera complessa, stratificata, labirintica, in cui la figura del supereroe viene decostruita. Nel contempo John Byrne riscrive le origini di Superman con The Man of Steel, mentre in casa Marvel a partire dal personaggio di Daredevil, anch’esso rivoluzionato da Frank Miller, si assisterà a
un eguale e fondamentale rinnovamento artistico e contenutistico, poi esteso a tutte le altre serie.

Oggi i supereroi sono saldamente presenti nell’immaginario collettivo di un pubblico ampio e variegato soprattutto attraverso film e serie televisive, i cui plot narrativi pescano a piene mani dalle saghe create proprio negli ultimi trent’anni. Miller e Moore hanno reso adulti gli uomini in costume e influenzato sceneggiatori come Bendis, Ellis, Ennis, Gaiman, Millar, talentuosi autori di opere a fumetti diventate di culto anche grazie all’esposizione mediatica promossa dall’industria dell’entertainment (cinema, tv, videogiochi…). E se prima si parlava di eroi con superpoteri, oggi che le loro storie plasmano la fantasia dei lettori e del pubblico in maniera così pervasiva possiamo tranquillamente affermare che questi personaggi sono ormai assurti al rango di divinità, creando una nuova mitologia a cui esser devoti. Tra gli autori esposti ci sarà anche l’apprezzatissimo disegnatore italiano Giuseppe Camuncoli con alcune tavole originali di Spider-Man.

La mostra Supereroi e non. Divinità di una moderna mitologia

La mostra si propone l’obiettivo di riassumere alcuni dei momenti salienti dell’evoluzione del genere supereroistico dal 1986 ripercorrendo le avventure dei personaggi di casa DC e Marvel. Tutto ciò senza dimenticare di far riferimento a quanto proposto sul grande e piccolo schermo. Attraverso tavole originali, riproduzioni, spezzoni di film, verranno dati spunti di lettura e di visione al pubblico della mostra. Ci sarà anche una sezione storica dedicata ai primi videogiochi ispirati ai personaggi in costume, a cura dell’esperto Francesco Mazzetta. Come di consueto per le mostre del Centro Fumetto “Andrea Pazienza”, sarà allestita una vasta esposizione di pubblicazioni disponibili per la consultazione, la lettura, e il prestito a fine mostra. Il percorso espositivo si concluderà con un diorama fatto interamente di Lego a cura di Cremona Bricks, la cui esposizione farà seguito a questa, e da un omaggio a Stan Lee, fondatore della Marvel, figura carismatica nota in tutto il mondo e recentemente scomparsa. Non mancheranno incontri di approfondimento con esperti e con disegnatori, in particolare sui temi del rinnovamento del genere, con esperti del calibro di Andrea Plazzi, Alessandro Di Nocera e Andrea Fiamma, e con autori italiani che hanno collaborato con le major americane, come Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli. Ci sarà anche un divertente incontro sulle serie televisive di supereroi con l’autore Massimo Giacon e l’esperto Matteo Marino. Il calendario è in via di definizione.
Sono previsti laboratori per le classi di ogni ordine e grado e gruppi organizzati su prenotazione. I laboratori proporranno di sperimentare chi sono i supereroi dei nostri tempi sia in chiave fantastica che di attualità. Uno dei moduli didattici sarà tenuto dallo youtuber Adrian Fartade, esperto e divulgatore di astronomia, che lavorerà sul tema del rapporto tra scienza e supereroi.

Da segnalare infine il manifesto della mostra realizzato appositamente da Luca Enoch, uno dei più importanti autori in forza alla Sergio Bonelli Editore (Gea, Lilith e Dragonero) e colorato da Paolo Francescutto, con la grafica di Valeria Corradi. I curatori della mostra sono: Andrea Brusoni, Marco Cottarelli, Alessandro Lucia, Michele Ginevra e
Paolo Oradini. Hanno lavorato all’organizzazione: Laura Carini, le volontarie del Servizio Civile Universale e Europeo Ayah Othman, Valeria Peri e Anna Peretti. E ancora i collaboratori Davide Bislenghi, Christian Gorr e Roberta Sacchi, il gruppo di Alternanza Scuola Lavoro dell’Istituto Stradivari – Liceo Artistico.

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Città di Cremona

Visitare Cremona è una continua scoperta tra arte, musica e storia.

L’immagine di Cremona è da sempre legata alla tradizione musicale e liutaria: qui nacquero e si svilupparono i canoni fondamentali del melodramma e del madrigale con Claudio Monteverdi nella seconda metà del Cinquecento e nell’Ottocento la lirica trovò il suo paladino in Amilcare Ponchielli. Dal XVI al XVIII secolo l’artigianato artistico divenne d’eccellenza con le famiglie Amati (1500-1600), Stradivari e Guarneri (1600- 1700), che realizzarono la più prestigiosa produzione di strumenti ad arco di tutti i tempi, ancora oggi è preso a modello dai liutai di tutto il mondo.

La tradizione del “saper fare liutario”, recentemente riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, è rinnovata con passione e competenza nelle botteghe liutarie di Cremona, proiettate sui mercati internazionali. L’ingegno la laboriosità di questa arte sono apprezzati dai musicisti e appassionati, che, da tutto il mondo, giungono a Cremona per ammirare anche le collezioni di strumenti antichi e contemporanei del Museo del Violino.

 (violini esposti sulla piazza di Palazzo Cittanova)

Grazie alla fertile campagna il territorio cremonese si è sempre distinto per l’alta qualità del suo allevamento bovino e suino. Ecco perché da sempre caratterizzano la gastronomia cremonese la produzione di salumi e formaggi. Tra i salumi si ricorda il Salame Cremona IGP (Indicazione Geografica Protetta), dall’impasto morbido e delicatamente profumato all’aglio, il Cotechino Vaniglia, così chiamato per il sapore particolarmente dolce, e il Salame da pentola, uno degli ingredienti del Gran Bollito Cremonese. Tra i formaggi il Grana Padano, il Provolone Valpadana e il Salva Cremasco: tutti e tre hanno ricevuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta). La Mostarda di Cremona, composta da frutta candita immersa in sciroppo di glucosio aromatizzato con senape, ben si accompagna al Gran Bollito Cremonese e ai formaggi del territorio. Cremona è anche patria del Torrone che, secondo la leggenda, nacque a Cremona come dolce nuziale al banchetto di Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza avvenuto in città il 25 ottobre 1441, festeggiato ogni anno con la Festa del Torrone. La Strada del Gusto Cremonese tutela questi prodotti e le aziende e i ristoranti, che sono paladini di questa valorizzazione e riscoperta dei prodotti e dei piatti tipici locali.

 (Mostarda e Torrone di Cremona)

Il territorio cremonese si presenta come un’area con caratteristiche uniche e ben riconoscibili. Al suo interno si distinguono tre aree, aggregate attorno ai centri maggiori: il capoluogo e il territorio propriamente cremonese al centro, Crema con il cremasco a nord-ovest, Casalmaggiore con il casalasco a sud-est. Sono tre aree peculiari per storia, tradizione, inflessione dialettale e al centro di ciascuna sorge una città, a dimensione d’uomo per ampiezza e stile di vita, e insigne per storia e monumenti artistici.

 (Cremona, vista di Piazza del Comune)

Fondata nel 218 a.C. dai Romani, Cremona conosce la sua massima espansione con la nascita del libero Comune e con i Visconti e Sforza: è in questo periodo che lavorano in città i Campi, Boccaccio Boccaccino, Bembo e Antonio de Sacchis detto il Pordenone. Crema dai palazzi seicenteschi e rococò dove si sta rivalutando la secolare arte organaria; il fascino di Casalmaggiore – città rivierasca a sinistra del fiume Po – ammalia i turisti con i suoi palazzi nobiliari, con il Palazzo Comunale e il Duomo, ma anche con il Museo del Bijou – museo dell’arte dell’ “Oro Matto” e dei suoi bijoux – e il Parco Golena del Po, che accoglie i turisti con una varietà di specie faunistiche e floristica della Golena del Grande Fiume; Soncino con la sua Rocca e la città murata di Pizzighettone.

 (Duomo di Crema)

Le realtà fortificate nel territorio sono numerose e comprendono oltre a Crema, anche Pandino, Torre de’ Picenardi, San Giovanni in Croce, Casteldidone, Romprezzagno (fraz. Tornata), Castelponzone (fraz. Scandolara Ravara), Castelverde.
Dalle città murate ai borghi medievali il visitatore, con una formula di turismo lento, grazie alla fitta rete di piste ciclabili e portali dedicati, può tranquillamente programmare da casa il proprio viaggio, ammirando sulle due ruote il paesaggio golenale incontaminato e la bellezza delle rocche, che si proiettano nei verdi campi.

 (Palazzo Comunale e Piazza Garibaldi di Casalmaggiore)

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