Incontro con l’alpinista Fausto De Stefani – Città di Salò

Venerdì 9 novembre si terrà l’incontro con il noto alpinista Fausto De Stefani. Appuntamento in Sala dei Provveditori a Salò alle ore 20.45. L’evento è organizzato nell’ambito della rassegna Diario di viaggio.

L’alpinista De Stefani è stato tra i primi alpinisti ad aver scalato, senza ossigeno, le 14 montagne più alte della terra. Inoltre è impegnato da anni in organizzazioni nazionali e internazionali che si dedicano attività divulgative relative a problematiche ambientali. Ha fondato l’associazione Mountain Wilderness, ed è attivo anche nell’ambito di progetti umanitari rivolti ai bambini. Infatti, in Nepal (Kirtipur), l’alpinista ha realizzato una scuola e una struttura sanitaria.

L’incontro è organizzato dall’Assessorato allo sport guidato da Aldo Silvestri e dal Centro Sociale presieduto da Nadia Aldofredi. Fausto De Stefani, accompagnato dagli amici gardesani Liliana Zanrè e Bruno Polettini, illustrerà la sua attività avvalendosi di un filmato in anteprima.

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Città di Salò

Affacciato sull’omonimo golfo, Salò è il comune più popolato dell’Alto Garda bresciano. (veduta del golfo di Salò)

Il nome Salò non ha una derivazione chiara, in molti hanno tentato di dare una definizione sull’origine, senza mai giungere ad una risposta certa. Alcuni lo fanno risalire al nome di una regina etrusca, Salodia, che abitò a Salò, fondando magnifici palazzi. Altri lo collegano al fatto che la città era, anche nell’antichità, la capitale economica dove veniva depositata una risorsa importantissima come il sale. Si deve tenere presente che Salò, nei tempi antichi, era collegata al mare Adriatico attraverso il fiume Mincio (emissario del lago di Garda), che arrivava al delta del Po e poi all’Adriatico.       Quindi, tramite le navi, i romani risalivano le correnti marine e quelle fluviali fino a giungere a Salò, dove avevano i loro depositi.

 (veduta di Salò, dal monte Suello)

Durante il periodo di dominazione veneta (1423-1796), Salò divenne capitale di un vasto territorio che, nella seconda parte del ‘500, assunse il nome di “Magnifica Patria”. Vi risiedeva un Podestà o Rettore che governava l’intero territorio col mandato di amministrare anche la giustizia. Con l’avvento di Napoleone e successivamente con l’Amministrazione austriaca del Regno Lombardo-Veneto, la riviera di Salò cessa di essere autonoma ed entra a far parte della provincia di Brescia.

 (Il golfo di Salò di sera, foto di Katia Leoni)

Nell’ottobre 1943 nasceva tra Salò e Gargnano la R.S.I., conosciuta come Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come Repubblica di Salò. La presenza, nella cittadina lombarda, del Ministero degli esteri, delle cabine per i giornalisti e del servizio traduzioni comunicati esteri, che emettevano tutti i comunicati ufficiali della Repubblica, fece sì che quest’ultima sia conosciuta con il nome della città, anche se la capitale rimaneva ufficialmente Roma.

La scelta di portare i principali ministeri sulla riva benacense fu in primis dovuta alla vicinanza con la Germania nazista (che all’epoca comprendeva, tutto l’attuale Trentino-Alto Adige, arrivando fino al comune di Limone sul Garda). In secondo luogo la zona era scarsamente interessata dall’attività partigiana (tale fenomeno rimase limitato anche in seguito, per la presenza della RSI) ed era al di fuori dalle aree industriali del nord d’Italia, pesantemente bombardate dall’aviazione alleata.

Il Duomo di Salò è il monumento più importante della Città, praticamente una cattedrale in riva al lago. E’ dedicato a S. Maria Annunziata e rappresenta l’opera di maggior pregio architettonico di Salò. Al suo interno custodisce tele del Romanino, del Palma il Giovane, del Moretto, di Zenon Veronese e di Paolo Veneziano.

Ricca scelta culturale anche per i suoi musei infatti sono presenti il Museo Archeologico, il Museo del Nastro Azzurro e il nuovo Mu.Sa – Museo di Salò. All’interno di quest’ultimo si tengono mostre temporanee curate e allestite dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. Attualmente, fino al 19 novembre è presente il Museo della Follia.

(Immagine di sfondo: Lungolago di Salò di Roberto Veronesi)

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