Ciclo di incontri “Diario di Viaggio” – Città di Salò

Il Comune di Salò organizza un ciclo di incontri dal titolo Diario di Viaggio. Protagonisti gli itinerari dal mondo raccontati dai protagonisti attraverso immagini, filmati ed esperienze. Appuntamento presso la Sala Conferenze del Centro Sociale ogni primo giovedì del mese alle ore 20.30 a partire dal 4 ottobre 2018.

Di seguito il programma del ciclo di incontri Diario di Viaggio:

  • 4 ottobre 2018: Il Giappone tra tradizione e modernità, Liliana Crescini;
  • 9 novembre 2018: Serata speciale con storie di popoli e montagne, Fausto de Stefani (eccezionalmente questo incontro si terrà presso la Sala dei Provveditori del Comune);
  • 6 dicembre 2018: Al di là del Mediterraneo: la Tunisia tra passato e presente, Anna Maria Bodini;
  • 3 gennaio 2019: Colori e miti dell’Australia profonda, Clementina Ferrari;
  • 7 febbraio 2019: Iran, i tesori di una civiltà millenaria, Bruno Zanrè;
  • 4 aprile 2019: Ghana, Togo e Benin: sulle vie degli schiavi e del Vudù, Elisabetta Daolio;
  • 2 maggio 2019: Sulle tracce di una civiltà scomparsa: il fascino dell’Isola di Pasqua, Diana Derossi.

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Città di Salò

Affacciato sull’omonimo golfo, Salò è il comune più popolato dell’Alto Garda bresciano. (veduta del golfo di Salò)

Il nome Salò non ha una derivazione chiara, in molti hanno tentato di dare una definizione sull’origine, senza mai giungere ad una risposta certa. Alcuni lo fanno risalire al nome di una regina etrusca, Salodia, che abitò a Salò, fondando magnifici palazzi. Altri lo collegano al fatto che la città era, anche nell’antichità, la capitale economica dove veniva depositata una risorsa importantissima come il sale. Si deve tenere presente che Salò, nei tempi antichi, era collegata al mare Adriatico attraverso il fiume Mincio (emissario del lago di Garda), che arrivava al delta del Po e poi all’Adriatico.       Quindi, tramite le navi, i romani risalivano le correnti marine e quelle fluviali fino a giungere a Salò, dove avevano i loro depositi.

 (veduta di Salò, dal monte Suello)

Durante il periodo di dominazione veneta (1423-1796), Salò divenne capitale di un vasto territorio che, nella seconda parte del ‘500, assunse il nome di “Magnifica Patria”. Vi risiedeva un Podestà o Rettore che governava l’intero territorio col mandato di amministrare anche la giustizia. Con l’avvento di Napoleone e successivamente con l’Amministrazione austriaca del Regno Lombardo-Veneto, la riviera di Salò cessa di essere autonoma ed entra a far parte della provincia di Brescia.

 (Il golfo di Salò di sera, foto di Katia Leoni)

Nell’ottobre 1943 nasceva tra Salò e Gargnano la R.S.I., conosciuta come Repubblica Sociale Italiana, conosciuta come Repubblica di Salò. La presenza, nella cittadina lombarda, del Ministero degli esteri, delle cabine per i giornalisti e del servizio traduzioni comunicati esteri, che emettevano tutti i comunicati ufficiali della Repubblica, fece sì che quest’ultima sia conosciuta con il nome della città, anche se la capitale rimaneva ufficialmente Roma.

La scelta di portare i principali ministeri sulla riva benacense fu in primis dovuta alla vicinanza con la Germania nazista (che all’epoca comprendeva, tutto l’attuale Trentino-Alto Adige, arrivando fino al comune di Limone sul Garda). In secondo luogo la zona era scarsamente interessata dall’attività partigiana (tale fenomeno rimase limitato anche in seguito, per la presenza della RSI) ed era al di fuori dalle aree industriali del nord d’Italia, pesantemente bombardate dall’aviazione alleata.

Il Duomo di Salò è il monumento più importante della Città, praticamente una cattedrale in riva al lago. E’ dedicato a S. Maria Annunziata e rappresenta l’opera di maggior pregio architettonico di Salò. Al suo interno custodisce tele del Romanino, del Palma il Giovane, del Moretto, di Zenon Veronese e di Paolo Veneziano.

Ricca scelta culturale anche per i suoi musei infatti sono presenti il Museo Archeologico, il Museo del Nastro Azzurro e il nuovo Mu.Sa – Museo di Salò. All’interno di quest’ultimo si tengono mostre temporanee curate e allestite dal critico d’arte Vittorio Sgarbi. Attualmente, fino al 19 novembre è presente il Museo della Follia.

(Immagine di sfondo: Lungolago di Salò di Roberto Veronesi)

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